La città di Palo Alto raccontataci da Giulietta, un'italiana all'estero |...e guardo il mondo da un oblò! | WH, Cate?




Carissimi lettori,

Eccoci all’appuntamento di questa settimana con...e guardo il mondo da un oblò! ovvero le città straniere raccontateci dalle italiane che vi vivono.

Dopo aver conosciuto il profondo Sud, New Orleans, in Louisiana, andiamo, un’altra volta, negli Stati Uniti e conosciamo, con questa intervista, un po’ della costa Ovest, ed esattamente Palo Alto, in California.

Come sempre vi ricordo che se, tra voi lettrici, vi fosse qualche italiana residente, anche temporaneamente, all’estero e abbia voglia di essere intervistata, oppure, conosca delle italiane felici di partecipare al progetto, lasci un messaggio nei commenti al post o, sulla pagina Facebook di What’s Happening, Cate?, oppure scriva una mail a caterina _ amato @ ymail . com e verrà contattata al più presto.

Vi ricordo, ancora, affinchè tutti voi possiate sentirvi un po’ più partecipi in questa mia iniziativa, e non solo lettori. ;) l’hashtag #EGuardoIlMondoDaUnOblòPaloAlto, che potrete usare, se vorrete, sui diversi social in cui è presente, anche, What’s Happening, Cate?: innanzitutto, in Instagram (caterinaagatamaria) ma, anche, su Facebook, (What's Happening, Cate?), Twitter, (WHCate) e infine, su Pinterest, (What's Happening, Cate?), per postare ulteriori foto, curiosità, scorci pittoreschi di cui solo voi siete a conoscenza oppure, per condividere, con noi, lo shopping del cuore, le vostre scoperte gastronomiche e molto altro ancora, rispetto quanto già raccontato nell’intervista da Giulietta.

Come sempre, nessun limite alla fantasia.


xoxo

Caterina Agata Maria


Nome: Giulietta
Cognome: Saconney Cerruti
Attività lavorativa: Organizzatrice di eventi
Età: 46



Città italiana di provenienza: Torino
Città straniera di espatrio: Palo Alto, California
Paese: U.S.A.






Eccomi qui! Giulietta, torinese, 46 anni, moglie di Paolo e mamma di Federica, Chiara e Camilla, rispettivamente 18, 16 e 14 anni. Mi definisco un’espatriata per amore. Con una laurea in tasca in Lettere e tanti sogni di carriera, ho deciso, 19 anni fa di tuffarmi senza paracadute con il mio fidanzato di sempre, Paolo, conosciuto a Torino quando era ancora un ragazzino senza barba, in questa avventura chiamata vita! Lui, mio coetaneo, anzi più giovane di un anno anagrafico ma realmente di soli sei mesi, con una doppia laurea in Ingegneria era volato a Londra, qualche anno prima, per iniziare il suo cammino professionale. Paolo ha pazientato un paio di anni che mi decidessi di seguirlo e poi, finalmente, ci siamo ricongiunti a Parigi. La nostra vita insieme, all’estero, incomincia così lungo la Senna, nella capitale francese. È lì che nascono le nostre bambine e da lì muoviamo i primi passi come famiglia. Giappone, India, nuovamente Parigi e infine California sono le tappe del nostro itinerare che ci ha portati a scoprire culture nuove e a cercare, ogni volta, le energie necessarie per adattarci al posto e ricostruire il nostro mondo. Devo dire che siamo sempre stati sempre felicissimi di cambiare località e ricominciare daccapo tutte le volte. Ogni nuovo Paese, infatti, ci ha dato tantissimo sia come individui che come famiglia.

Se la carriera di mio marito è stata, in un certo senso, privilegiata da questo continuo trasferirsi di paese in paese, io, dal mio canto, spostandomi all’unisono con lui, per seguirne le evoluzioni ho, comunque, avuto la fortuna di potermi lanciare in molteplici progetti professionali che mi hanno dato molto, nel tempo, e costituiscono le tante piccole tappe che hanno contribuito a rendermi la donna che sono oggi.
Attualmente, in California, organizzo eventi italiani di cui il primo è stato nel Gennaio del 2016: Silicon Valley Italian Festival, l’unico nel suo genere, nella zona; un  grandioso successo che mi ha dato le ali per proseguire in questa direzione, almeno fino al prossimo cambio Paese!

Inoltre, racconto le nostre avventure familiari in un blog - I Cerruti in India.....si trasferiscono negli States!! - nato per gioco e divenuto, ormai, un buon punto di riferimento per tutti coloro che vogliono seguire i nostri passi e diventare anch’esse delle famiglie itineranti!


Cosa significa il nome della tua nuova città?
Palo Alto deriva dalla lingua spagnola e significa albero alto.
Nel 1769, una spedizione spagnola, condotta da Don Gaspar de Portolá, con finalità ispezionistiche per conto del Re di Spagna Carlo III, si accampò lungo la linea ferroviaria, sulle rive del torrente Francisquito creek, sotto una sequoia gigante di ben 1061 anni e di quasi 34 metri d’altezza, appunto el palo alto.




Ancora oggi è possibile ammirare El Palo Alto poichè è preservato nel El Palo Alto Park.
Naturalmente, el palo alto è raffigurato in numerosi stemmi della città, uno tra tanti quello della Stanford University.




Piccola nota dell’autore:
Il 2 Luglio 1925, gli elettori di Palo Alto approvarono l'annessione alla propria cittadina di un’altra piccola comunità, quella di Mayfield.
 Il 6 Luglio 1925  le due comunità furono ufficialmente unificate divenendo formalmente una sola ma non furono unificati, però, anche i loro centri storici. 

Così, oggi, Palo Alto ha ben due centri storici: uno lungo University Avenue e l’altro lungo California Avenue.




Dicci un motivo per cui dovremmo trasferirci nel tuo nuovo paese e da nessuna altra parte.
La California è un posto straordianario e Palo Alto, nella Silicon Valley, dove viviamo attualmente, è un posto magico, stimolante e vivace. Qui si rifà il mondo e si ha, davvero, la sensazione di vivere qualche anno avanti rispetto al resto del pianeta.
Si incontra facilmente gente brillante, creativa e globalmente con una marcia in più. C’è un’eccitante ricchezza multiculturale.
Secondo me, Palo Alto costituisce il posto ideale dove far crescere i propri figli come dei veri cittadini del mondo.
Se a tutto questo aggiugiamo, poi, un clima da sogno, cielo blu e il sole praticamente tutti i giorni dell’anno, beh!, difficile trovar di meglio, non pensate?



Ovviamente, come in tutte le cose, c’è qualche aspetto negativo ma non pesa, poi, così tanto sul piatto della bilancia.


A che ora, generalmente, la gente della tua città cena?
È un delirio! Qui tutti cenano prestissimo, a volte anche alle 17.00. Orario, questo, per la nostra famiglia, assolutamente improponibile. Noi manteniamo le nostre abitudini italiane, anche quando invitiamo gente, ad esempio per una cena a casa nostra. Difficilmente propongo un invito prima delle 20.00. Faccio un’eccezione solo nel caso in cui i nostri invitati dovessero essere degli autentici americani, tanto per non scombinar troppo i loro ritmi o affinchè non pensino che sia un dopo cena.
Comunque, agli eventi organizzati al ristorante, a volte, davvero non capisci se sia un pranzo fatto troppo tardi o una cena in orari pomeridiani.
In questo sono fiera di rimanere italiana e di non essermi mai fatta una pasta alle 5 e mezza del pomeriggio!

Non so se potrò abituarmi, adesso è troppo presto ancora per dirlo.... gli orari.... qui francamente molto ma molto diversi dai miei!
È vero che per vivere in un paese non è necessario adattarsi per forza ai ritmi dei suoi abitanti.... è comunque piu pratico farlo, piu pratico se si vuole avere vita sociale con i locali e avere vita sociale in loco!!
Qui i ristoranti aprono alle 5 per cena....alle 10 impossibile trovare un posticino se per caso venisse in mente di darsi al binomio cinema - pizza,  ... anche quando arrivi dopo le 9 ti guardano malissimo e magari in molti casi non ti fanno neppure sedere...
E qui nella Silicon Valley la gente esce, si diverte, i ristoranti sono sempre pieni, stra pieni.... dalle 5 in poi, se si va alle nove è più facile trovare posto ammesso e non concesso che siano disposti a servirti
anche a casa la gente tende ad invitare presto e soprattutto a dare un orario di inizio e di fine.... insomma vi invito a cena (alle 6) ma alle 8:30 schiodate, e questo anche se ci stiamo divertendo come matti....inviti stile festa di compleanno di bambini (quando guardi anche l'ora sperando che i genitori arrivino  in anticipo!!) difficile per me invitare qualcuno pensando "abbiamo 2 ore e tre quarti e poi vanno via anche se stiamo bene, abbiamo tante cose da dire, e via dicendo...."
... ... ...
Un vantaggio c'è indubbiamente si fa meno tardi almeno quando si esce la sera, finite le serate in cui si cena alle dieci dopo un lungo aperitivo e si chiacchiera a tavola fino alle ore beate... forse mi mancano un po' ogni tanto.... anche se al mattino sono più fresca e riposata!
Con questo ogni paese ha le sue abitudini e le rispetto, anzi mi piacciono perche fanno parte di quella differenza culturale che e stimolante e tutta da scoprire.... ho una sola domanda che mi sorge spontanea, "ma cenando alle 5 del pomeriggio, non è che venga un certo languorino prima di andare a letto?"

 

Tratto da: I Cerruti in India – ceniamo alle 5???


 


Qual è il tuo abbigliamento tipico per una passeggiata pomeridiana nel mese di Gennaio?
Quest’anno, per la prima volta da quando viviamo a Palo Alto, Gennaio è stato un mese molto piovoso, anche se non freddo. Dovete sapere che il concetto di freddo, da queste parti, è molto relativo. Diciamo che a Gennaio, in tarda mattinata e primo pomeriggio, possono esserci anche 23/24 gradi e si può, tranquillamente, nuotare nelle piscine all’aperto. Si possono indossare vestiti primaverili, magari solo un piumino leggero al mattino poichè è il momento della giornata in cui fa sempre un po’ più fresco.
Due delle mie figlie, Chiara e Camilla, sono nate a Gennaio e nei primi tre anni trascorsi qui abbiamo sempre festeggiato i loro compleanni in giardino, con bbq e vestiti estivi. 

Quest’anno, invece, le candeline le hanno dovute per forza spegnere in casa, a causa della  pioggia.



Dacci un consiglio per farci amici la gente del luogo.
Premetto che non è facilissimo farsi amici dei veri locali, per due motivi: il primo di questi è che i veri americani sono rari in zona.
Il secondo motivo è che sono un po’ come i piemontesi: falsi e cortesi.
Di primo acchito pensi che siate divenuti subito dei grandi amici, quando, in realtà, poi, se ne fregano alla grande di te.
Ovviamente, si può divenire amici degli abitanti di Palo Alto, basta avere voglia di conoscere gente, essere aperti, sinceramente interessati a loro e pronti a tirar fuori abbondanti energie! Con costanza e dedizione, alla fine, come in tutto, si sarà premiati. Anche nelle amicizie più toste. Non è rimanendo chiusi in casa che si conosce nuova gente!


C’è molta vita pubblica, sia diurna che notturna?
Onestamente, trovo i cittadini di Palo Alto molto meno festaioli di noi italiani.
La sera i locali chiudono prestissimo e gli americani, di solito, vanno a letto non troppo tardi. Però, noi frequentiamo anche tanti stranieri e così equilibriamo il tutto.



Cosa incredibile per noi italiani, qui, se si è invitati, si dà anche un orario di fine festa, ad esempio dalle 6 alle alle 9; Quando, magari, per noi le 9 sarebbe l’ora giusta per uscire di casa.

In ogni  modo, i ristoranti sono pieni di persone, sia a pranzo che a cena, così come i numerosi locali e teatri.





Alla fine, qui si esce e molto, sia di giorno che di sera, solo con ritmi un po’ diversi dai nostri!
 


C’è qualcosa che hai fatto o che hai imparato nella tua nuova vita all’estero e che non avresti mai immaginato di saper o poter fare?
Dopo 19 anni di vita all’estero, in giro per il mondo, penso di essere molto diversa dalla persona che ero il giorno in cui sono partita da Torino!
Per forza di cose, ho imparato a sbrogliarmela da sola in molte situazioni. Quando arrivi in un nuovo Paese, almeno per i primi tempi sei solo e devi imparare in fretta su come risolvere le piccole e grandi problematiche! Ho imparato a ricostruire, ogni volta, tutto ciò che lasciavo nel paese precedente e a farlo con entusiasmo. Ho imparato a salutare posti e amici e a farlo in modo positivo: fa sempre un po’ male ma è bello credere che non sia mai un addio. Ho imparato a rimettermi in gioco e ad accettare le nuove sfide con entusiasmo; e ho imparato, anche, una volta uscita da alcune mie insicurezze che non era, poi, così automatico riuscirci. Ho imparato a non fermarmi alle apparenze, altrimenti, se si facesse così, nelle nuove culture non ci si integrerebbe mai!
Probabilmente 20 anni fa non avrei mai pensato di essere capace di fare tutto queste cose che ho imparato!!



Pensi che per trasferirsi nella tua nuova città e perciò affittare una casa, un’auto, avviare un’attività lavorativa o anche solo avere il tempo di cercare lavoro, si abbia bisogno di un budget economico molto alto oppure è possibile fare tutto ciò, anche, con disponibilità limitate?
Onestamente, penso che non si debba partire senza un lavoro e qualche sicurezza e questo in generale, a prescindere dal luogo dove si vada. Sinceramente, credo che non sia una mossa, poi, così intelligente mollare tutto, in Italia, senza avere un qualcosa di concreto ad aspettarci nell’altro posto. Non è che la vita all’estero, purtroppo, sia sempre tutta rose e fiori!


Quando arriva la primavera nelle tua città?
Qui è primavera tutto l’anno!



Esiste qualche forma di censura?
L’America è il Paese della libertà individuale, forse anche troppo, ma anche del politically correct.
Attenzione sempre a come dite le cose anche, semplicemente, a chi avete intorno in quel momento.


La tua nuova città è pedonabile oppure occorre usare l’auto anche per andare a prendere un caffè?
A Palo Alto se non guidi l’auto sei morto! Si fa tutto in macchina, o quasi. Io, però, sono una delle poche persone che va, ancora, a fare la spesa a piedi. Lo so, da queste parti è un concetto assolutamente sconosciuto però a me piace molto camminare!

Palo Alto


In California, della mia patente europea non frega niente a nessuno, loro non la convertono e se vuoi una tua macchina ed essere assicurato da una compagnia d'assicurazione devi avere la patente californiana. Cosi mi sono rimessa a studiare, un test dietro l'altro con la difficoltà delle sfumature linguistiche nelle scelte multiple, insomma la parolina che inganna, che per me in inglese non era poi facile da cogliere! Per una settimana mi sono immersa nei quiz, una vera tortura. Il giorno dell'esame è arrivato, mi veniva da ridere all'idea di essere insicura dopo ben oltre vent'anni di patente, dopo chilometri e chilometri al volante di macchine diverse (solo in India ho provato il lusso di farmi scorrazzare da Ramesh,  il mio autista). Alla fine il tutto è stato facile, l'esame della vista una specie di scherzo, ho dichiarato io di guidare con lenti, poi foto, impronte, formalità e alla fine il test, 36 domande, massimo 4 errori, ne ho fatti 2, sono "cascata" sui seggiolini auto, sarà che ormai non mi sento più tirata in causa sull'argomento, e poi su svolta con doppia riga gialla, una cosa che in Europa non abbiamo, comunque il risultato: ho una patente provvisoria, il che mi permette di guidare una mia macchina, che il giorno successivo siamo corsi a comperare. Monsieur scorrazza in mini decapottabile, madame su un rosso Murano!
Alla definitiva solo dopo l'esame pratico per il quale mi sto allenando, perchè vi giuro non è facile andare a 15mph e neanche a 65 sull'autostrada, ma faccio progressi.

Tratto da: I Cerruti in India - La patente più di 20 anni dopo






Hai avuto modo di far fruttare i tuoi studi italiani?
In realtà, sono stata capace di andare oltre i miei studi, oltre la mia laurea in Lettere. Il bello del vivere all’estero è il poter reinventarsi sempre e andare oltre ciò che si è creato agli esordi. Ma si deve avere voglia di farlo!




L’abitudine del luogo più civile che ti piacerebbe esportare.
La gentilezza nei servizi. Qui a Palo Alto ma come in po’ tutta l’America,  il cliente è Re, sempre. Ovvio, si vede che è una gentilezza finta e costruita per l’occasione ma fa, comunque, piacere! Quando rientro in Italia, a volte, mi chiedo dove sia finita l’educazione.


Sei riuscito a trovare un nuovo lavoro o a inventarti una nuova attività lavorativa?
Certo! Sia a Palo Alto sia in tutte le mie precedenti tappe.
Devo dire che ho la fortuna di avere un marito che mi appoggia tantissimo in tutti i miei progetti e anche di non avere bisogno di portare a casa uno stipendio per vivere, il che aiuta!
Quando sono arrivata negli Stati Uniti, i primi tempi ho avuto l’illusione di riuscire a portare avanti la mia precedente attività.
In India, avevo una società che produceva vestiti per bambini. L’avevo messa in piedi quando vivevamo nel Sud dell’India e l’avevo proseguita, con entusiasmo, anche nel nostro soggiorno a parigino. 



Purtroppo, però, mi sono, ben presto, resa conto che non sarebbe stato facile continuare anche in America. Da un lato, la moda, in California, è un concetto un po’ relativo e dall’altro  l’India è davvero lontana. Non potevo più andarci così facilmente come facevo dall’Europa, sarebbe stato decisamente più problematico e soprattutto sarebbe stato impossibile, per me, andarci nei primi tempi: un marito assorbito oltre l’immaginabile nel suo nuovo lavoro e tre ragazzine da re-installare nella loro nuova vita americana.
Dopo un anno ho gettato, infatti, la spugna e ho cominciato ad organizzare dei mercatini italiani. Successivamente, sono passata ad organizzare degli incontri tra italiani e infine, pian piano, ho creato una micro società che organizza eventi. Ci ho preso gusto, ormai. Organizzo eventi italiani e mi diverto molto!
Dimenticavo, la mia società si chiama - e come poteva essere diversamente? -  Eventi Italiani.


Qual è l’abitudine più bizzarra delle persone del luogo?
Non so se definirla un’abitudine bizzarra ma qui, dopo una certa ora, andare in giro per le strade in pigiama e/o in vestaglia è abbastanza comune, anche se per me resta sempre qualcosa di inconcepibile. Ma poi, che orrore la scelta dei pigiami! Io non oserei neanche uscire dal bagno con quelle robe informi!


Da 0 a 10 quanto sono fashion le donne della tua città?
Diciamo 5. Questo vuole essere un voto intermedio poichè qui, è vero, non c’è limite alla sciattoneria ma ci sono anche molte donne che sono elegantissime e molto curate! Di primo acchito la sciattona vince su tutte ma poi andando in giro e imparando a conoscere la città vedi che non è sempre così. In questa parte della California c’è molto benessere e pertanto ci sono molte donne che amano viaggiare, conoscere il mondo e che amano la moda.

Devo dire che qui quando ci si veste un po’ bene non si passa di certo inosservati. La massa veste casual e spesso al limite del sciattone. E non è certo un problema di soldi nella ricca e evoluta Silicon Valley, è una configurazione mentale che fa sì che ai vestiti ci si pensi poco. In compenso però unghie e capelli sono sempre perfetti, segno che una certa volontà di mettersi in risalto esiste, ma non passa dai vestiti.
Questo però non impedisce loro di essere sensibili alla nostra moda europea e di apprezzarne le sfumature, altrimenti non si prenderebbero la briga di fermarti sul marciapiede dilungandosi in complimenti su quello che indossi. Ma allora perchè non ci provano anche loro? Difficilmente avrò risposta.

Tratto da: I Cerruti in India – Moda e Modi

Comunque, solo in questo Paese mi è capitato che fossi fermata per complimentarsi con me per quello che avevo indosso.
Una volta, in piscina, una tipa nella corsia di fianco mi fermò per dirmi che avevo delle ...pinnette stupende!



Quella volta in cui ti sei sentita orgogliosa di essere “italiana”
È capitato all’inizio dell’anno, durante il Festival Italiano, di cui sono l’organizzatrice. Mi sono sentita molto orgogliosa di essere italiana vedendo quante persone ma soprattutto quanto la gente del posto ami il nostro Paese!


5 aggettivi per descrivere gli uomini del luogo
Ma dove sono gli uomini del luogo? Scherzi a parte, dovresti chiedermi dei cinesi, europei o delle etnie miste.
Comunque, i pochi locali trovo che siano: multiculturali, realizzati, sportivi, di successo e intelligenti.


Quando si vuole scappare dalla civiltà dove si va?
Qui si vive immersi nella natura. Si fanno tre passi e ci si trova immersi in parchi così belli da togliere il fiato. 



Ad esempio: Baylands Nature Preserve.

Ranger Station 2500, Embarcadero Road, Palo Alto, CA 94303

Con i suoi quasi 2.000 acri di territorio è considerata la più grande area paludosa della baia di San Francisco. Di proprietà del comune di Palo Alto, indisturbata da qualsiasi attività umana, offre un habitat ideale per moltissime razze di uccelli migratori costituendo, così, per gli appassionati di birdwatching, uno dei migliori punti di osservazione dell’intera West Cost.




Inoltre, l’Oceano Pacifico e le sue spiagge sono ancor più vicini.








Veramente qui si respira aria di vacanza solo aprendo la porta di casa!


Il piatto straniero più apprezzato dalla gente del luogo
A Palo Alto la cucina locale rispecchia l’ambiente multiculturale nel quale è immerso. Non è possibile per me citare il piatto straniero più apprezzato perchè davvero ve ne sono una molteplicità, compresi quelli italiani.


Il mezzo di trasporto più comune ?
Senza dubbio la macchina. I trasporti pubblici sono quasi inesistenti, a parte il Caltrain, una delle linee della ferrovia californiana che collega Palo Alto a San Francisco.
Già a 16 anni i ragazzi prendono la patente e incominciano a muoversi sulle quattro ruote!

I ragazzini più piccoli, però, usano anche molto le bici per andare in giro. Basta mettersi dinanzi un’ uscita di scuola per vedere il fiume pedalante che ne esce dai cancelli.
A me piace tanto quest’aria di libertà e spensieratezza che ne deriva!


5 verbi che descrivono la tua nuova città
Dinamica, brillante, ricca, multiculturale e competitiva.



Una cosa dell’Italia lì sconosciuta e una cosa popolare del tuo nuovo paese che l’italiano, purtroppo, ignora.
Qui adorano l’Italia, il suo cibo, la sua moda e le sue bellezze architettoniche. Quando dico che sono italiana i miei interlocutori si illuminano e, subito dopo, mi parlano del trisnonno che è arrivato dal paesino sperduto dell’Abruzzo. In realtà, non sanno neanche situarlo sulla cartina geografica l’Abruzzo.
Non credo che gli italiani, ormai, ignorino poi così tanto cosa sia l’America e la California, però, credo che ne sottovalutino alcuni aspetti pratici: ad esempio il sistema scolastico che per me e la mia famiglia è stata una piacevole scoperta.
È vero anche che qui nella zona della Silicon Valley ci sono delle ottime scuole ma, in generale, l’approccio scolastico americano lo trovo davvero fantastico!




 Il sistema americano ha veramente questo di bello la grande fiducia che infonde nei ragazzi mettendo sempre in luce i lati positivi e vedendo anche nel negativo e nell'eventuale insuccesso una via d'uscita verso un miglior risulatato, i ragazzini si sentono forti e non vivono il brutto voto come un fallimento ma come un punto di partenza per fare meglio....francamente trovo che sia l'approccio giusto ed è proprio questo tipo di approccio che spesso non piace a chi viene da sistemi diversi, sistemi come ad esempio il francese che tendono più a punire che a gratificare, più a sottolineare il "si puo fare meglio" che il "bravo hai fatto bene"
Fin da piccolissimi, dal pre-K al K (kindergarden), i nostri ultimi anni di materna, i bambini sono estremamente gratificati nei loro piccoli progressi e crscono con un indubbia fiducia in se stessi, sano strumento per una crescita equilibrata.
Con questo smile sorridente sulla pagina del quaderno e i great con tre punti esclamativi dati anche quando a noi genitori non sembra poi cosi eccezionale hanno la funzione primaria di spingere il bambino ad avere fiducia in quello che fa, e avendo fiducia in se stesso e nelle proprie capacità sicuramente avrà il coraggio di andare oltre di mettersi alla prova senza paura di essere sanzionato da un brutto voto e da una critica negativa non costruttiva!

Tratto da: I Cerruti in India – scuola americana....arrivo!!!






Come gli abitanti del luogo trascorreno usualmente il week end?
Sicuramente all’aria aperta. Spesso sono impegnati a seguire i propri i figli nelle varie manifestazioni sportive. Qui i genitori hanno una vera e propria vocazione al sacrificio per i figli. Trascorrono interi fine settimana a sbattersi in giro per la regione per seguire gare e partite in cui sono impegnati i propri marmocchi. Sono super attrezzati e sembrano essere, anche, molto contenti. Come dicevo prima, sono molto devoti alla causa filiale. Invece, per me i fine settimana sono concepiti in modo diverso. Non sono particolarmente entusiasta di fare chilometri e chilometri di strada per incoraggiare la squadretta delle mie ragazze. In questo, non sono per niente americana!


Il consiglio che ti senti di dare a chi si sta trasferendo ( o solo visitando) per la prima volta nel tuo nuovo paese.
C’è una bella differenza tra il trasferirsi e il visitare.
Per chi viene da turista dico lasciatevi trascinare dall’atmosfera del luogo e di respirate l’aria eccitante della Silicon Valley.
Per chi si trasferisce dico: qui è il Paradiso, ma, comunque fate molta attenzione, viverci costa tantissimo!!


Parlando di voli come è collegata la tua nuova città con l’Italia e sono previsti voli low cost o solo di linea-bandiera?
Palo Alto non ha un aeroporto e San Francisco, la metropoli più vicina, a solo 34 miglia, circa 54 Km, non è collegata direttamente con l’Italia, almeno per il momento, ma bisogna volare, prima, su una città europea, ad esempio Parigi, Francoforte, Londra, Amsterdam e poi da lì, cambiare per Roma o altra destinazione italiana. Oppure, si può scegliere un volo diretto che parta da Los Angeles ma la città dista da Palo Alto ben 321 miglia, circa 516 km.
Poichè si tratta tutti di voli intercontinentali sono solo di linea e a prezzi esorbitanti, soprattutto nei periodi di vacanza!


Per un evento di gala da quale parrucchiere mi manderesti?
Dal mio, ovviamente. Si chiama Davide, è di Verona e sa fare messe in piega all’europea.

JAX salon, Menlo Park, California


In quale luogo – mercato o supermercato - vai a fare la spesa oppure c’è un luogo che è un tempio culinario?
I primi tempi la spesa mi sembrava un percorso del combattente, nel senso che non trovavo mai tutto nello stesso posto e per forza di cose mi ritrovavo ad andare a destra e sinistra. Adesso va meglio.
I miei supermercati preferiti sono: Whole Foods,

774 Emerson St, Palo Alto, CA 94301, Stati Uniti

Piazza's Market Grocery  
 3970 Middlefield Rd, Palo Alto, CA 94306, Stati Uniti

Trader Joe’s
855 El Camino Real, Palo Alto, CA 94301, Stati Uniti

E spesso vado, anche, al Farmers Market, il mercato di zona, carissimo ma fantastico se si è alla ricerca di prodotti freschi!

555 Bryant St #382, Palo Alto, CA 94301, Stati Uniti


Che la California sia sotto molti aspetti un'oasi felice e che la Silicon Valley potenzi molti di questi aspetti, ne sono ormai convinta. Sicuramente per questo me ne innamoro ogni giorno di più!
Certo agli occhi dell'europeo medio, che guarda questo paese da lontano, una cosa che salta all'occhio è la scarsa cultura alimentare.... Non ci sarebbero così tanti obesi e soprattutto nei supermercati non si troverebbero tonnellate di porcherie, non fosse così.
Sempre mi stupisco di come prodotti assurdi non solo possano essere messi sul mercato, ma trovino papille che li apprezzano appassionatamente.
Se c'è una cosa che dall'inizio non ho voluto cambiare è il nostro modo di mangiare, la ricerca dei prodotti di qualità, il mettere nel piatto sempre e solo cose buone e sane. Con questo però, anche in America, così come lo siamo stati nei Paesi precedenti, siamo aperti a quello che la tradizione gastronomica ci offre, con dei limiti ovviamente!
... ... ...
In California siamo fortunati, c'è molta attenzione verso il cibo sano, il prodotto biologico, e via discorrendo. Certo faccio attenzione quando compro certe cose per essere sicura che ormoni e antibiotici non siano presenti in quel che compro, e mai come qui sono stata attratta da tutto ciò che è biologico, cosa che prima, in Europa come in Asia, non mi attraeva particolarmente.
Il piacere di ritrovare un mercato, un po' come quelli che ben conosciamo in Italia, mi manda in estasi. e devo dire che con i mercati ci sanno fare, viene voglia di comprare e per me abituata fin da bambina al giretto al mercato per fare la spesa, è un vero piacere.

Ci sono poi cose assurde che mi lasciano ammirativa: C’è un genio che ha inventato, trasformandola in prodotto d vendere al farmers market, un concetto abbastanza basilare di kit da insalata. Insomma questo furbo signore, signora o gruppo di amici, ha concepito dei kit d'insalata, vendono in contenitori separati l'insalata, il condimento, scaglie di pecorino, carciofini sott'olio, pomodorini secchi, pinoli e noci...Il tutto in una busta di carta riciclata che da all'insieme un ulteriore sigillo di biologico alla potenza. Il principio è: mi compro il kit, vado a casa, l'assemblo e mangio.... Sorvolerei, ma non ci riesco, sul fatto che per 4 persone uno ha speso ben più di 20$. Conclusione: anche questa è la Silicon Valley, 20$ per un'insalata non sono poi tanti (gulp!)...e soprattutto esiste un genio che di quello che io faccio in cucina regolarmente, ne ha fatto un business che funziona e funzionerà sempre, perché in California vendere healthy food è una genialata! Corro a farmi venire delle idee.....

Tratto da: I Cerruti in India – un giro al farmers market!


Saresti disposta ad imbastiresti una storia con un uomo del luogo? Se sì se no perche
Ovviamente no! Dopo tutti questi anni seguendo mio marito in giro per il mondo voglio invecchiare al suo fianco e godermi la mia bellissima famiglia e tutto ciò che ci siamo costruiti insieme. Sono una moglie fedelissima.




La vita è molto cara o è abbastanza economica?
La vita è carissima ma, in generale, gli stipendi sono abbastanza adeguati al costo della vita.

Da quando faccio l'expat di professione (scherzo!), cioè da oltre 18 anni sono spesso sommersa di richieste di informazioni da parte di chi deve trasferirsi dove vivo o ho vissuto...Da quando sono in California mi sono resa conto di come la vita in questa parte di mondo attiri (non solo per venirci in vacanza).
Ecco qui una scheda in pillole per avere le idee un po’ piu chiare di cosa vuol dire vivere qui. La zona di San Fancisco e della Bay Area è da molti anni meta di espatriati da ogni parte del mondo.
In questa scheda prenderemo in conto San Francisco città e Palo Alto, come riferimento nella Baia.

COSTO DELLA VITA:
Una cena per due al ristorante?
In un buon ristorante circa 150$ (138€) Una cena in pizzeria intorno ai 60$ (55.26 €). A pranzo si può mangiare spendendo intorno ai 10$ (9.21€)
Un biglietto della metropolitana\bus?
A San Francisco per il bus o il tram la tariffa adulti è di 2.25$ (2.07 €). Il cable car costa 6$ a corsa (5.52€). I bambini sotto i 4 anni viaggiano gratis. Esistono tariffe speciali per i senior, i disabili e le persone che hanno medicare.
Esistono dei pass mensili per la sola città 68$ (62€) o per zona municipale e Bart (metropolitana) 80$ (73.66 €)
Il Bart (bay area rapid transit) collega la città di San Francisco da una parte a Richmond e Fremont e dall’altra parte della baia a San Mateo e all’aeroporto.
Il Caltrain collega San Francisco a Gillroy, passando da San José. Le tariffe sono divise in 6 zone. Un biglietto da Palo Alto (zona 3) a San Francisco costa 7.25$ (6.67€) sola andata e 14.50$ (13.35€) per il day pass. Il mensile costa 179$ (164.88€)
Molte aziende basate in Silicon Valley (Google, Facebook, Tesla) hanno i loro servizi di collegamento.
La benzina?
Il prezzo di un gallone (3.78 litri) di benzina (tariffe marzo 2015) oscilla tra i 3.40$ e i 3.50$ (3.1- 3.22€)
Un litro di latte? Un gallone 3.50$ (3.22€)
Un pacco di cereali? 4$ (3.68€)
Un chilo di zucchini? 3.50$ (3.22€)
Un affitto medio per una casa con tre camere da letto?
A San Francisco, a Noé Valley si trovano affitti tra i 4500 e i 6000$ (4140 e i 5600€). A Castro possono arrivare a 7000$ (6446€), nella zona di Richmond district sono sui 4000 (3683€)
Per quanto riguarda la Silicon Valley i prezzi variano molto: le zone di Palo Alto, Menlo Park, Atherton e Los Altos sono le più care sia per quanto riguarda l’affitto che l’acquisto. Le scuole sono ottime ed i prezzi sono legati al livello elevato dell’educazione pubblica offerta. In zone come Redwood City o Sunnyvale gli affitti sono più abbordabili, con scuole pubbliche globalmente meno buone. Ma tutto è relativo e oggi anche il livello di queste scuole sta crescendo. Di conseguenza i prezzi aumenteranno sensibilmente anche in queste aree.
Per due camere e due bagni difficile scendere sotto i 5500$ (5200€) nelle zone più care. Nelle meno care si può trovare intorno ai 3000$ (2850€)
I contratti d’affitto durano in regola un anno, alcuni sono mensili. Allo scadere del contratto l’affitto può subire aumenti vertiginosi a volta: anche 20 o 30%. Pochissime sono le città che hanno messo in moto una politica di tutela degli inquilini, con delle regole sull’aumento degli affitti. La zona di Palo Alto e San Francisco non è tra queste. Una lista delle città che attuano una politica di rent control è sul sito www.caltenantlaw.com/RCcities.htm

Acquisto casa con la stessa configurazione (2 /3 camere)
Per accedere ad un mutuo in America si deve avere una credit history che ci dà accesso ad un credit score, sul quale le banche si basano per concedere o no un mutuo o per fissare il tasso di quest’ultimo. La credit history la si costruisce utilizzando la carta di credito, pagandone il saldo in tempo e pagando ogni fattura al suo scadere (acqua, gas, elettricità, telefono, leasing vari)
Anche in questo modo non è detto che un mutuo venga concesso, soprattutto se non si ha una carta di residente (Green card).
A Palo Alto una casa con tre stanze da letto oscilla tra 2 milioni e 3 milioni e mezzo, a seconda delle zone ( se si e fortunati).
A San Francisco i prezzi variano sensibilmente da zona a zona, oscillando dal milione agli oltre due.
Spese elettricità\acqua\gas? 200$ al mese (casa 2/ 3 stanze) (186€)
Costo aiuto domestico? 20$/h (18.6€)
Tariffe baby sitter? 12-20$/h (11-18.6€)
... ... ...
COSTO CURE MEDICHE

Una visita dal family doctor può costare tra i 150 e i 200$ (138-185€)
Da uno specialista può arrivare a 500$ (461€)
5 punti di sutura all’emergency room? 3500$ (3232€)
L’apparecchio fisso? (trattamento per 18 mesi) 7000$ (6463€)
Una una scatola di antibiotico? (senza assicurazione 48$ (44€)
Il sistema pubblico non esiste, il privato è ottimo ma è importante essere ben assicurati.

Tratto da: I Cerruti in India – Vivere a San Francisco e in Silicon Valley: scheda pratica


Qual è la domanda che avresti voluto ti facessi?
Sei Felice?
Sono felicissima.
Ho costruito la vita che volevo: scoprire Paesi nuovi e immergermi completamente in essi. Non cambierei una virgola al nostro itinerare.

Guardo le mie figlie e sono fiera di come sono cresciute, nonostante i mille sradicamenti: aperte, curiose e poliglotte.





E voi, avete mai visitato Palo Alto? Avete indirizzi da svelarci, suggerimenti da dare o aneddoti da raccontare?



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2 commenti:

  1. Bello questo progetto. Io sono Paola, di Torino in Francia da quasi 20 anni. Ultima tappa Roubaix. Nel profondo nord. Sono disponibile a raccontarvi la mia vita da francese!

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    1. Ciao Paola,

      se mi contatti sulla pagina What's Happening, Cate? facebook oppure mi scrivi una semplicissima mail ti invio il modulo di partecipazione con le domande ;)

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