I Motivi della Migrazione delle Forme del Corpo - #1 L'Ereditarietà | 1° Punto: La Teoria delle Forme del Corpo Migrate | WH, Cate?


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Miei carissimi quattro lettori,

Lo scorso post abbiamo accennato al significato del concetto di “MIGRAZIONE DELLE FORME DEL CORPO concludendo che si trattasse dello spostamento, per ogni donna, in percentuali diverse, da una forma del corpo archetipa verso un’altra.
Ricordate l’esempio della donna a fragola che si è spostata, nelle sue caratteristiche principali, verso la donna a pera?
E questa migrazione potrebbe accadere con ciascuna delle 5 forme standard, ognuna è andata, si è spostata, verso un’altra.

Quali Potranno Essere I Motivi Di Questa “Migrazione”?

A) I MOTIVI PREESISTENTI ALLA NASCITA E I MOTIVI INVOLONTARI.

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1) Ereditarietà

Sicuramente una delle motivazioni principali di tale migrazione è legata all’ereditarietà.
Quante volte ci sentiamo dire...sei tutta la tua mamma, stessi occhi blu e stesso colore dei capelli oppure...hai la creatività del tuo papà. Ma anche, ...sicuramente avrai ereditato l’altezza tipica della famiglia di tuo nonno paterno... o ...la propensione alla musica dal fratello di tua nonna materna, che artista lui! Tante volte, vero?

Ciascuno di noi sa perfettamente di essere un originale in quanto diverso da qualunque altra persona esistente al mondo ma allo stesso tempo sappiamo bene come si sia anche il frutto del corredo genetico dei nostri genitori e la risultante di una serie combinazioni, un po’ casuali, di caratteristiche che si trasmettono nella nostra famiglia da generazioni. Si tratta della nostra costituzione genetica, sia fisica, mentale che caratteriale, sulla quale poco o nulla possiamo agire, se non a scapito di enormi sacrifici. Esempio banale, le donne con i capelli molti ricci, come me. Potremmo lisciarli con facilità cambiandone la forma ma a costo di tante sedute dal parrucchiere oppure a discapito di lisciature con acidi che li lascerebbero irrimediabilmente sfibrati. Meglio accettare subito che si abbiano dei capelli ricci e trovare un buon parrucchiere per un bel taglio che li valorizzi.

Uno dei modi di dire più comuni della nostra tradizione culturale è di come i figli siano lo specchio dei genitori. Ma sarà proprio tutto vero? Solo in parte.

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Nelle esperienze di ciascuno di noi sarà capitato di poter osservare come delle figlie fossero realmente la copia di alcune mamme ma allo stesso tempo ci sarà capitato di vedere bambini che dei genitori non avevano alcun tratto, assomigliando, per esempio, molto di più ad una zia o addirittura ai nonni. Allora, ma come funziona la discendenza delle caratteristiche fisiche? Ho voluto spostarmi un po’ dalla mera osservazione sul campo e capirci qualcosa di più.

Premetto che la materia è di tale complessità che non solo il mio blog ma anche la mia formazione professionale non rendono di me la persona più competente per parlarne in modo tecnico, da genetista. Ho solo voluto estrapolare alcuni aspetti che meglio potrebbero, in piccolo, molto in piccolo, farci capire qualcosa di più sulla ereditarietà delle forme del corpo. Spero di esserci riuscita. In caso contario non me ne vogliate troppo.  

GLI ALBORI DELLA GENETICA EREDITARIA

Nell’800 i Naturalisti ritenevano che ciascun figlio fosse la risultante di un perfetto incrocio tra le caratteristiche materne e paterne.
Volendo riprendere l’esempio dei colori, usato nello scorso post, è come se ciascuno di noi dovesse essere un viola, cioè un perfetto 50% tra il rosso paterno e il blu materno oppure un verde, 50% giallo materno e 50% blu paterno. Trasmettendo, poi, questa fusione di caratteristiche materne e paterne alle generazioni successive.
Era la Teoria della Mescolanza, in base alla quale gli elementi ereditari, una volta che questi si fossero uniti in un nuovo organismo non sarebbero stati più suscettibili di separazione, come il latte con il caffè, aggiungo io.


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In base a questa teoria tutti noi avremmo dovuto avere un occhio verde come la mamma ma l’altro occhio grigio come il papà. Oppure, nel caso avessimo ereditato i capelli biondi da papà le gambe sarebbero dovute essere lunghe come quelle di mamma e così via, per tutti i tratti.  
Non è così.
Al momento del concepimento ciascuno di noi avrà ricevuto per ogni carattere fisico – il colore occhi, ad esempio - un  gene preposto al quel carattere da ciascuno dei due genitori. E il gene occhio verde da parte di mamma e il gene occhio grigio da parte di papà andranno a costituire la cosiddetta coppia allelica. Ma questi due geni non si manifesteranno entrambi, per metà. Potrà capitare ma sono casi rari, bensì solo uno dei due colori avrà la meglio sull’altro. E il nostro aspetto non sarà una via di mezzo tra quello materno e quello paterno. I fianchi a pera di mamma ma le spalle a fragola di papà. Almeno non sempre, non in modo scontato.

MA COME SI È GIUNTI A QUESTE CONQUISTE?

Concetti popolari come “ da simile nasce simile” – da un uomo non potrà che nascere un altro uomo -  oppure “Il frutto non cadrà mai troppo lontano dal suo albero” – se una bambina ha dei bellissimi capelli ricci qualcun altro, in famiglia, avrà i capelli ricci come lei -  sono intuizioni che l’uomo ha maturato sin dalla notte dei tempi ma solo grazie alla genetica e alle sue recenti conquiste abbiamo appreso la spiegazione scientifica dei meccanismi che governano la trasmissione, da genitore in figlio, da generazione in generazione, dei caratteri ereditari.

Gli agenti preposti alla trasmissione dei caratteri ereditari sono i cromosomi; << mio figlia ha il naso alla francese come sua mamma. Deve aver preso i suoi cromosomi!>> Questa è una frase che avrò ascoltato, qui e là,  moltissime volte. Per avere un’idea di come sia fatto un cromosoma immaginiamo una collana di perle molto lunga dove ad ogni perla corrisponde un gene, un piccolo segmento di DNA che racchiude tutte le informazini necessarie allo sviluppo dell’organismo umano. Ogni gene di questa collana sarà preposto alla trasmissione di  un carattere – il colore occhi, la forma dei capelli, la forma del naso, la pigmentazione della pelle, etc etc – ma potrà capitare anche che una singola perla, il gene, sia preposto a più caratteri come al contrario, per aspetti fisici molto complessi, ad esempio l’altezza, vi siano più geni che ne trasmettano le caratteristiche. 

Ricapitolando: 1 gene per 1 carattere ma anche 1 gene per più caratteri o ancora, più geni per 1 carattere.

Successivamente alla teoria della mescolanza, nella metà del XIX sec., anche grazie al lavoro di Mendel, abate ceco che condusse numerosi esperimenti sulla ereditarietà,  si giunse ad ulteriori scoperte.

Ad esempio che ogni carattere fisico  - il colore degli occhi, per usare lo stesso esempio, è la manifestazione esterna – il fenotipo -  data da una coppia di geni denominati alleli, ciascuno proveniente da uno dei due genitori - l’occhio verde di mamma e l’occhio grigio di papà. Ma il modo in cui questi alleli si manifesteranno – se l’occhio sarà verde o di colore grigio - dipenderà da precise regole, non da un semplice mix al 50% tra il colore di mamma e quello di papà. La manifestazione esterna della coppia ellelica è regolata da rapporti di dominanza e recessione e più precisamente dalla legge della Dominanza Completa, intuita appunto dall’abate Mendel.

Potrà accadere, utilizzando come esempio per la manifestazione esterna del carattere, per semplicità di esposizione, due delle nostre forme del corpo – la Pera e la Fragola - e ragionando per assurdo – poichè per ottenere la forma del corpo necessita il lavoro di molti geni - che si abbia una mamma con la forma a pera, portatrice della coppia allelica PP, pura, ereditata a sua volta dai suoi genitori, e un papà con la forma a fragola, portatore anch’egli di una coppia allelica, pura, ereditata dai suoi genitori, la coppia ff.

Ipotizziamo che da questi due soggetti nascano dei figli

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Questi avranno tutti la forma a pera e saranno portatori, a loro volta, di una coppia di alleli. Ciascun genitore avrà trasmesso ai figli uno dei suoi due alleli. Pertanto, in questa prima generazione la coppia allelica ereditata non sarà più pura, come abbiamo supposto fosse per i genitori,  solo PP o solo ff,  bensì ibrida, Pf o fP. I figli di prima generazione avranno ciascuno un allele derivato da mamma a pera – l’allele P – e uno da papà a fragola – l’ allele f.

Ma come mai tutti i figli saranno della forma a pera e nessuno dalla forma a fragola? Oppure, come mai nessuno dei figli sarà metà a pera e metà a fragola?

Perchè i figli avranno ricevuto entrambi gli alleli paterni preposti per quel carattere - la forma del corpo - ma quello P della mamma risulterà essere dominante sull’altro f, che sarà definito recessivo.  

Ma allora l’allele recessivo di papà a fragola sarà scomparso per sempre? No, ciascun figlio ne sarà portatore ma non si manifesterà in questa prima generazione poichè il fattore dominante, P, di mamma a pera avrà prevalso, sarà risultato più forte su quello, f, recessivo di papà a fragola.

Poichè questa legge detta della dominanza completa potrà essere applicata ad ogni singolo carattere fisico manifestato dall’individuo, la varietà delle combinazioni possibili di alleli che ne risulterà – poichè gli alleli dei genitori – PP e ff – al momento della meiosi ( il momento, cioè, in cui da una cellula madre, dividendosi, si originano più cellule figlie) si separano, si trasmettono indipendentemente l’uno dall’altro - P, P, f, f - e poi, con la fecondazione, si riassortiscono nei figli in modo casuale – Pf o fp – con solo uno dei due dominante, porterà come effetto – almeno in questa prima generazione - che i figli non assomiglino assolutamente a uno dei due genitori, quello con gli alleli recessivi ff e, invece, assomiglino molto di più solo all’altro.

Ma nella generazione successiva e in quelle che seguiranno, potrà capitare, invece, che questo fattore recessivo, ff, di papà con la forma a fragola, si manifesti nuovamente.

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Ad esempio, se una delle figlie di mamma a pera e papà a fragola, anche lei con la forma a pera – poichè portatrice di quella coppia ibrida di alleli Pf - dovesse incontrare un altro soggetto anch’esso portatore di una coppia ibrida Pf, in tale caso i figli di questi manifesteranno il fenotipo corrispondente al carattere recessivo ff, - l’occhio grigio o la forma a fragola -,  secondo un preciso rapporto statistico: ogni 3 uno sarà recessivo – PP, Pf, fP, ff.
Il carattere recessivo, la forma a fragola o l’occhio grigio degli esempi, si manifesteranno nei nati di seconda generazione solo quando il genitore, la figlia della 1 generazione,  portatore del gene recessivo f – ma con aspetto fisico del gene dominante P – incontrerà un altro portatore di gene recessivo f.

Quante di noi avranno la manifestazione di un particolare carattere senza che questo sia condiviso con nessuno dei fratelli o sorelle ma neppure con gli zii, materni o paterni? Però lo condividiamo con la nonna o il nonno. Si è portatori del corredo genetico dei nostri genitori ma potrebbe essere di non assomigliare assolutamente a loro. Nè alle nostre sorelle o fratelli.

Due genitori, entrambi con gli occhi verdi, potranno avere 3 figli con gli occhi verdi ma il colore degli occhi del quarto figlio potrebbe essere grigio. Neppure gli zii, fratelli e sorelle di  mamma e papà, avranno tale colore grigio ma uno dei nonni, ad esempio la nonna materna, sì. O il nonno. E questo esempio si potrebbe applicare a moltissimi altre caratteristiche fisiche.

A voler rendere ancor più interessante le cose la legge della dominanza completa non è la sola a vigere. Anzi, in organismi complessi come l’uomo è più facile che il fenotipo, cioè il carattere che noi vediamo manifestato, segua la legge della Codominanza oppure quella della Dominanza Incompleta.
La prima afferma che di fronte a due fattori di alleli, se questi saranno ambedue dominanti – PP e FF -  si manifesteranno entrambi. 

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Come ad esempio nel caso dei gruppi sanguigni. Si potrà avere il gruppo AB, in presenza di genitori portatori dei rispettivi gruppi AA e BB, entrambi dominanti. Oppure, al contrario, nel caso dell’altra legge, quella della Dominanza Incompleta, si manifesterà non solo il fattore dominante PP ma anche quello recessivo ff, solo che si manifesterà in forma minore.

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Volendo riportare tutta questa argomentazione alle nostre forme del corpo e applicandola a queste con le dovute cautele potremmo concludere come sia facile, dato l’altissimo numero di combinazioni possibili, che noi si sia delle forme del corpo migrate dalle originarie paterne verso altre. 
Se la mia mamma è una donna a pera probabilmente lo sarò anche io ma avrei potuto subire l’influenza della conformazione di mia nonna materna, donna a banana. Una donna molto imponente, alta senza forme evidenti, tutta d’un pezzo, si direbbe. Allora potrei benissimo essere io ora una donna a pera ma migrata, solo per un 40%, verso quella a banana.
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O al contrario, donna a banana, migrata verso quella a pera per ben il 60% e perciò con caratteristiche importanti di quest'ultima. 
La differenza sta tutto nel capire in che percentuale abbiamo ereditato la conformazione della mamma o quella della nonna.
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Non ci ritroviamo descritti in nessuna delle categorie delle forme del corpo di nostra conoscenza?

Non importa. Non abbattiamoci più di tanto e non sentiamoci, solo per questo, delle marziane ma prendiamo carta e penna ed eseguiamo un piccolo esercizio.

Proviamo descrivere le caratteristiche più evidenti delle persone che ci sono più vicine. 

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Magari in loro, quella caratteristica che su di noi, a primo acchitto non sappiamo proprio spiegarci, è più “corente” con il resto del corpo. Siamo delle donne a pera, assomigliamo tutto alla mamma ma quella 5° di seno proprio non ce la spieghiamo. Invece sulla nonna, donna clessidra, quella stessa caratteristica sarà più coerente con la sua forma. Ed ora, spero grazie un po’ anche a questo post,  sappiamo pure come mai sia migrata su di noi.

Ancora, facciamo delle domande a mamma, nonne, zie su come fossero, in gioventù, le loro forme, prima che fattori esterni quali gravidanze, menopause abbiamo apportato un po’ modifiche e perciò, ora, meno riconoscibili.  

Altro esercizio. Proviamo a sfogliare gli album fotografici di famiglia

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Le vacanze al mare di mamma. Le foto di papà sotto l’ombrellone. O dei nonni che giocano con noi, ancora bambini. Ma anche spulciamo le foto delle zie, delle sorelle o delle cugine. Da queste potremmo trarre ulteriori elementi per capire la nostra forma del corpo e cosa potremmo aver ereditato.


Nel prossimi post continueremo ad analizzare gli altri motivi di migrazione.

E voi, per quanto riguarda la forma del corpo assomigliate maggiormente a quella dei vostri genitori o...?


xoxo

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