#A A–Line Dress - - - Abito a Trapezio | 6° Punto: L'Alfabeto della Moda | WH, Cate?



L’originale A-Line Dress prende il nome dalla forma triangolare di questo abito – stretto sulle spalle e poi gradualmente sempre più largo sino all’orlo, ignorando sia il punto vita che la linea dei fianchi – che richiama alla mente, appunto, la silhouette  della lettera A.




Generalmente il davanti è costituito da due pezzi unici di stoffa uniti, poi, da cuciture e non presenta tasche o altri  tipi di decori quali cinture, arricciature o pieghe.
È un abito molto versatile, perfetto da indossare sia in estate che in inverno e  a seconda del tessuto scelto può essere sfoggiato di giorno come di sera.
La soluzione perfetta in tutti quei casi in cui si esclama terrorizzate: non so cosa mettermi!


Come si indossa
Avendo fatto della semplicità il suo tratto distintivo non necessita di particolari accorgimenti ma solo di essere vivacizzato abbinandovi  insieme accessori un po’ esuberanti
Calze decorate oppure orecchini maxi, collane eccentriche, foulards coloratissimi avranno certamente l'effetto di rendere magnetico anche il più semplice degli A-Line Dress.










Indossatelo pure con le scarpe basse, con i sandali, con le zeppe o ancora con gli stivali alle ginocchia, la scelta dipende dalla stagione, dall'occasione e dal tessuto del vestito.












M. Agatha vi suggerisce
- - - Nella sua versione nera, vista la versatilità del capo, può essere considerato un valido sostituto del Little Black Dress, per tutte quelle occasioni in cui siete incerte su cosa indossare.



- - - Ma è nella sua variante colorata che dona il meglio si sé, abbinato a calze anch'esse dai toni sgargianti.


- - - Volete apparire, per una sera, una odierna Twiggy? Sceglietelo bianco e abbinatevi degli stivali alle ginocchia di colore nero, oppure in una tonalità sgargiante con calze, invece, in un colore contrastante.











Chi lo ha reso “hot
Al suo debutto, nel 1955, l’A-Line Dress non fu immediatamente apprezzato dalle donne dell’epoca, poiché queste abituate ancora a modelli che ne fasciavano il corpo lo vedevano eccessivamente informale e perciò poco portabile.
A metà degli anni sessanta, però, felici, alla fine, di liberarsi di vestiti così costrittivi, accolsero questo vestito,  semplice e moderno, con entusiasmo.



Le icone di stile della  Swinging London, nell'Inghilterra degli anni '60  – Mary Quant, la proprietaria del famoso negozio londinese Bazaar,



Edie Sedgwick, la musa di Andy Warhol,



le modelle Twiggy e Jean Shrimpton 



impazzavano sulle copertine della più importanti riviste di moda del tempo sfoggiandone una versione corta di diversi centimetri sopra il ginocchio con scarpe basse o con stivali ed un taglio di capelli noto come bouffant.
E fu così che la sua popolarità crebbe vertiginosamente facendone l’abito must di un epoca.

L’A-Line Dress raggiunse l’apice del successo anche oltreoceano quando, alla agli inizi degli anni ‘60, la neo first lady degli Stati Uniti, Jacqueline Kennedy, cominciò ad indossarlo in numerose occasioni, influenzando, perciò, il gusto di molte donne di quegli anni che di lei ammiravano lo stile moderno e facilmente riproducibile, anche dalle sartine.








A quali forme del corpo sta bene
L’abito ideale per essere definito tale non dovrebbe limitare i movimenti e rivelare molto della donna che lo sta indossando soprattutto se questa ha qualche chilo di troppo o troppo poco.  Pertanto l’abito a trapezio potremmo ben definirlo ideale.

Sta bene a quasi tutte le forme del corpo. Quasi, poiché la sua caratteristica dell’essere stretto sulle spalle e poi gradualmente svasato dona maggiormente alle forme del corpo magre e con poco seno. Alle forme del corpo, invece, con molto seno creerebbe un difetto proprio per l’esistenza di questo elemento che con un diverso vestito, invece, potrebbe facilmente trasformarsi in un pregio.



- - - Perfetto, pertanto, su Beatrice, la Donna a Banana standard, che spesso lamenta proprio la mancanza di curve e di femminilità. Tale abito, soprattutto se scelto in materiali rigidi che cadono senza appoggiarsi al corpo, corto a metà coscia e senza maniche conferiscono a tale tipologia di donna quel glam necessario perché risplenda in un perfetto stile anni sessanta.



- - - Dona molto a Federica, la Donna a Fragola con poco seno, poiché, se scelto nella versione corta  a metà coscia, ne esalta le gambe slanciate.  




- - - Sta bene anche a Margot, la Donna a Mela con poco seno e magra. Ne esalta le gambe  e ne nasconde un po’ la pancia. Lo preferirà ovviamente in colori monocromatici e senza applicazioni per evitare di creare inutile volume nella zona centrale del corpo.






- - - A Patrizia, la Donna a Pera standard di certo ne nasconde un po’ la linea burrosa dei fianchi e del sedere così come sta bene anche a Paula, la Donna a Pera magra. Se scelto nella versione corta vi abbineranno delle calze scure e distrarranno l’attenzione dalla parte bassa del corpo mediante accessori eccentrici quali collane, maxi orecchini e spille.

















- - - Non sta bene di certo, invece, a Carlotta, la Donna a Clessidra standard che con l’abbondanza delle sue forme sarebbe di certo mortificata dalla linea rigida di un tale abito.
Potrebbe, invece, essere indossato dalle sue sorelle Colette e Celine, rispettivamente la Donna a Clessidra magra e la Donna a Clessidra senza curve.








Non tutti sanno che...
L’A-Line Dress è entrato negli annali della moda grazie alla collezione denominata, appunto, A-Line, della primavera del 1955, del giovane couturier francesce Christian Dior.

Parigi nel dopoguerra era divenuta il centro mondiale della moda e la gente stanca dell’austerità del periodo bellico era pronta ad abbracciare con slancio gli stili che rimandavano ad un idea di lusso e opulenza preferendo, al design severo degli anni precedenti, i modelli di abiti ricchi di balze e tessuto.

Così, agli inizi degli anni 50 la stampa mondiale della moda scelse Parigi e in particolare Christian Dior affinché fosse lui stabilire le linee guida da dare alle collezioni delle stagioni successive. E lo stilista francese pensò di creare le sue collezioni future intorno ad una idea centrale e dando a queste un nome che ne rievocasse l’ idea. Eccovi, quindi, nel 1954 e nel 1955 le tre collezioni denominate H, A e Y. 
Delle tre la più influente e ricercata fu proprio la A-Line, anche se ancora molto lontana da quella che incarnò, poi, l’idea di A-Line così come la conosciamo oggi. 



L’abito di Dior era costituito, infatti, da un corpetto aderente che si allargava sulla linea dei fianchi a formare, appunto, una A e dando vita, in basso, ad  gonna ampia, per accentuarne la linea, caratterizzata da numerose pieghe. Sopra tale abito si indossava poi una giacca monopetto svasata.









Fu il giovane allievo e successore di Dior, morto nel 1957,  Yves Saint Laurent, YSL per gli amici, a rendere  l'A-Line Dress così come la conosciamo oggi con la sua collezione della primavera del 1958 denominata Trapeze Line.
La collezione di YSL era costituita da abiti che partivano dalla spalla svasandosi sempre più sino all’orlo che cadeva qualche centimetro sotto il ginocchio.







E voi, avete un A-Line Dress nel vostro armadio? In che occasione lo avete acquistato e in che modo lo indossate?

xoxo

M. Agatha


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