CATE SCOPRE: Batinjan Makdous – Le melanzane ripiene











Miei carissimi quattro follower,
Sdraiata sul divano, in un assolato pomeriggio di Settembre, mi godo il primo articolo inviatomi da Cate, ieri sera, sulle sue scoperte, culinarie e non, beirutine. 
Spero che anche voi seguiate il mio esempio e vi concediate 15 minuti per leggere questo post e rilassarvi un po’.  


xoxo

M. Agatha






La prima volta che venni in medioriente, 4 anni fa, non fu a Beirut bensì a Damasco, in Siria, città oggi martoriata dalla guerra.  Ma al tempo era molto diversa ed io me ne innamorai immediatamente. E non sarebbe potuto essere diversamente.

Nella mia memoria, ancora oggi, ci sono le sue strade attraversate da un lato all’altro dai pergolati di glicine in fiore o da tralci di vite, dove ripararsi dal sole cocente. 













C’è il profumo del tè alla menta e del tabacco alla mela venduto in ogni angolo di strada.







E c’è il ricordo del souk, nella città vecchia, affollato da donne arabe, con il volto seminascosto dai loro veli, intende ad acquistare spezie dai mille colori e aromi, saponi provenienti da Aleppo e dolci al miele.


























C’è anche il ricordo della sottoscritta che non conoscendo una parola di arabo contrattava, gesticolando e mimando, l’acquisto di mezzo chilo di caffè al cardamomo o di un chilo di pita appena sfornata.











Ero da poco arrivata in Siria ed un pomeriggio la mia amica Jessica, americana ma trasferitasi ormai da anni a Damasco, mi disse: Catarina - :) - , sono stata invitata a cena dai proprietari del mio appartamento, perché non vieni anche tu? E fu così che conobbi  Khaled, Rami, Fatema, Omar, Arwa, Diala e tante tante altre persone. Quella sera, a cena, conobbi, per la prima volta, anche le batinjan makdous.





Le batinjan makdous sono delle piccole melanzane viola, dette nane, ripiene di peperoncino, aglio, gherigli di noci e conservate sott’olio. Sono squisite, ne vado matta ancora oggi ed AlessandroB più di me. Noi adoriamo mangiarle accompagnate solo dalla pita, il  pane arabo, sia a pranzo che a cena ma generalmente il popolo arabo le gusta esclusivamente al mattino, per colazione, servite accanto ad olive, pomodori, cetrioli e laban ( formaggio simile allo yogurt).













A Damasco non era infrequente che le potessi ordinare anche nei ristoranti alla voce mezzeh, antipasti. Invece, qui a Beirut, purtroppo, non mi è mai capitato di leggere nei menù dei locali dove andiamo, a volte, a cenare o a pranzare, di questi sott’oli. Forse perché i beirutini sono più legati alla tradizione che vuole queste melanzane come cibo per iniziare la giornata.

Naturalmente non è necessario disperare. Se doveste capitate in Libano (ormai la Siria per un po’ sarà fuori dalle rotte turistiche) cercate i makdous, già confezionati in vasetti di vetro, nei negozi che vendono prodotti tipici della regione, sono certa che non siano difficili da trovare.

Personalmente posso suggerirvi due luoghi: il primo è il mercato dei prodotto tipici che si svolge ogni sabato nella zona centrale di Beirut, il souk El Tayeb e l’altro è il Dekkanet Al Falamanki, un piccolo negozietto di prodotti culinari libanesi che si trova all’interno del giardino del ristorante Al Falamanki.
Altrimenti non mancheranno di essere esposti in bella vista in qualsiasi altra piccola bottega beirutina che venda frutta e verdura.

Ultima possibilità, se proprio non aveste nei vostri progetti un viaggio a breve da queste parti, provate a rifarle a casa vostra seguendo la ricetta che mi ha suggerito Souad, la cuoca di una mia cara amica libanese.
Ingredienti:
4 - 6 piccole melanzane nane, lunghe e sottili
2 piccoli peperoncino rossi e lunghi – e leggermente piccanti - sminuzzati grossolanamente
2 tazze di gherigli noci tritate grossolanamente
6 - 8 spicchi d'aglio, schiacciati.
Olio d'oliva
Sale, quanto basta

Preparazione:
Tagliare il gambo
delle melanzane e bucare la pelle in alcuni punti con i rebbi della forchetta o con un coltello dalla lama abbastanza appuntita.
Far sbollentare in acqua salata, max per 10-15 minuti, fino a quando non diverranno  morbide. Scolarle, e quando saranno ormai fredde spremerle delicatamente per eliminare l'acqua in eccesso.
A parte, mescolare i gherigli di noci con il peperoncino e l'aglio e aggiungere un po' di sale. Tagliare una fessura longitudinale nel mezzo di ciascuna melanzana lasciando intatte le estremità, in modo tale da formare una tasca piccola e lunga. Farcire la sacca con il composto di noci, aglio e peperoncino.
Mettete, poi, le melanzane in un colino, con sotto un piatto per raccogliere il liquido che rilasceranno e sopra di esse un altro piatto dove avrete appoggiato un peso per pressarle leggermente e lasciatele, così, per una notte intera, al fine di eliminare l’ulteriore acqua residua. Il giorno seguente, con cautela, inserire melanzane in un contenitore di vetro abbastanza grande da ospitarle senza che il composto si riversi all’esterno e coprirle con l'olio di oliva. Lasciare riposare per almeno una settimana prima di consumarle.

Infine, se digitate makdous su youtube risulteranno dalla vostra ricerca molti tutorial di cucina ma saranno tutti in arabo, ovviamente.  Questo è quello che secondo me è il più facile da seguire: Batinjan Makdous


A presto e un saluto dal Libano.

Cate


( ps
mi scuso se alcune foto scattate a Damasco risultano essere leggermente sgranate o sfuocate ma non avendo gli originali con me a Beirut ho utilizzato quelle che già, in precedenza, avevo pubblicato sul web e nell’adattarle alle misure del blog la qualità ne ha risentito.  
Cate )










2 commenti:

  1. Grazie Cate! Sento ancora il calore del sole libanese sulla pelle e il sapore dei makdous in bocca.....

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    1. Grazie a te di averci dato, con la tua presenza, nuovamente la possibilità di riscoprire alcune bellezze ...ed alcuni piaceri culinari ...di Beirut che, purtroppo, per troppa fretta tendiamo a mettere da parte. Un abbraccio

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